Io Se Posso Komunico sostiene la Global Sumud Flotilla
Decidiamo di tingere il nostro logo con i colori della Palestina per prendere posizione contro questo genocidio che continua a sterminare e disumanizzare le vite del popolo palestinese e lo sguardo di chi viene esposto a immagini di morte e distruzione. Decidiamo di fare questo perché sosteniamo la GLOBAL SUMUD FLOTILLA e tutte le azioni intraprese per combattere e resistere a ciò che sta avvenendo.
Sosteniamo il popolo palestinese e il concetto di SUMUD.
SUMUD è la reazione del popolo palestinese al trauma della guerra, un trauma sine die, che non ha un “post”, non è qualcosa che accade e poi finisce, ma si perpetra senza fine. SUMUD è la reazione ad una ripetizione traumatica che dà luogo a una situazione di stallo, di soffocamento che si esprime e si manifesta attraverso i sintomi.
Il trauma sine die sono i bombardamenti che ogni giorno da anni percuotono le teste di milioni di persone, grandi e piccoli, con e senza disabilità, con e senza possibilità o sostegni. Il concetto di cura in un contesto di guerra diventa inesistente perché sopraffatto da quello di sopravvivenza, così non si può pensare che persone con disabilità possano esistere in uno scenario dove la cura non è accessibile né in termini fisici, nè in termini psichici, anzi viene minata quotidianamente dal blocco degli aiuti umanitari e dall’assenza di cibo e acqua.
Condividiamo e diffondiamo il concetto di SUMUD come “pratica psico-sociale che si traduce nella volontà individuale e collettiva di opporsi al dispositivo coloniale d’occupazione, che fa riferimento alle modalità con cui una comunità o un collettivo si prende cura dei suoi membri, dei bisogni materiali e del benessere psichico di ciascuno.”
Sosteniamo il SUMUD perché i corpi di bambini massacrati non possono essere preda del voyeurismo pietistico dei mass media che sempre più contribuiscono ad una logica di “deathwashing” che disumanizza vite e storie. Ogni corpo, ogni vita ha la sua storia, ogni storia è dentro la storia della comunità e questa indifferenziazione non produce altro che distanza da quello che accade ogni giorno: uno sterminio di vite.
“Oggi il sumud indica un’alternativa alla triade depoliticizzazione, patologizzazione e vittimizzazione dell’individuo promulgata dalla psichiatria umanitaria” e questo noi lo sosteniamo perché riguarda una pratica politica a cui noi aderiamo tutti i giorni nel lavoro con i nostri bambin*, ragazz*, adulti e famiglie: una pratica politica e clinica di sostegno alla disabilità che non si sostituisce all’individuo, che non lo patologizza o lo classifica, che lo rende soggetto attivo, desiderante, prorompente, libero, un soggetto politico
Aderiamo allo sciopero globale per Gaza per denunciare i milioni di euro spesi per armi e armamenti, solo dal 2021 ad oggi l’Italia ha aumentato gli investimenti indirizzati alle spese militari del 77% sottraendo così fondi alla sanità, al sociale, al welfare, aree economiche per noi fondamentali. Vogliamo meno armi e più assistenza, vogliamo un sistema di welfare che possa garantire una vita indipendente a persone con disabilità, vogliamo un modello di caregiving diverso, vogliamo un’istruzione inclusiva, ma per fare tutto ciò abbiamo bisogno di tutti quei fondi destinati alla ricerca militare, alla produzione di armi, al sostentamento di basi.
Invitiamo le associazioni del terzo settore a prendere posizione sul genocidio di Gaza. Invitiamo tutte e tutti a sensibilizzare e informare in modo sano e chiaro anche tutti i ragazz* con disabilità che vengono continuamente esposti a immagini di guerra senza capire realmente cosa accade. Invitiamo tutte e tutti a sostenere la Global Sumud Flotilla e a garantirgli la massima attenzione mediatica, affinché le persone a bordo non vengano lasciate sole a rischio della propria vita e perchè gli aiuti umanitari arrivino a destinazione.
Saliamo virtualmente tutte e tutti insieme sulle flotte che dal 31 agosto salperanno verso Gaza!
https://globalsumudflotilla.org/
https://ilmanifesto.it/il-ciclo-del-trauma-e-il-sumud-resistente





